FAQ
Come lavoriamo sul territorio
“Al di là di ieri” nasce a Gemona e prende forma insieme alle persone, alle famiglie e ai giovani della città.
Il film cresce attraverso incontri, riprese e relazioni costruite nel tempo. Il percorso sul territorio e il film fanno parte dello stesso lavoro.
Per noi la memoria serve a capire il presente: cosa è rimasto, cosa è cambiato, quali legami si possono costruire oggi. Il progetto parte da una domanda:
Siamo ancora capaci di riconoscerci gli uni negli altri, senza aspettare un’emergenza?
Un film costruito insieme
La storia del film è aperta.
Esiste una direzione narrativa, ma una parte del racconto nascerà dagli incontri sul territorio: testimonianze, archivi familiari, esperienze delle associazioni.
Le persone coinvolte possono diventare interlocutori, narratori, collaboratori. Ogni incontro aiuta a capire meglio Gemona, il suo presente e il modo in cui la città guarda alla propria memoria.
Il film prende forma attraverso un lavoro di selezione narrativa e di montaggio. Alcuni contributi entreranno nel documentario, altri troveranno spazio nel sito, nell’archivio o nelle attività che accompagnano il progetto.
Il nostro metodo
Partiamo dall’ascolto
Prima delle riprese viene l’incontro. Ci si può vedere davanti a un caffè, in una casa, in una sede associativa, durante una passeggiata. Il primo passo è conoscere la persona, ascoltare la sua storia e capire insieme che forma può prendere il suo contributo.
Lavoriamo attraverso relazioni reali
Il progetto si muove attraverso reti di fiducia: famiglie, associazioni, persone che conoscono il territorio. Il passaparola permette di raggiungere storie e persone attraverso una relazione già esistente. Con il tempo il progetto si aprirà a una partecipazione più ampia, mantenendo un rapporto diretto con chi decide di prenderne parte.
Seguiamo ciò che emerge dal territorio
Il film parte da temi precisi, ma lascia spazio a ciò che incontriamo. Una storia inattesa, una persona segnalata da qualcun altro, un luogo poco conosciuto possono diventare parte importante del racconto. Il lavoro documentario richiede tempo e disponibilità a seguire la realtà mentre prende forma.
Imparare facendo
Una parte del progetto è dedicata ai giovani interessati al cinema e al racconto audiovisivo. Si impara sul campo, accanto a professionisti: riprese, ricerca delle storie, confronto sul modo di raccontare le persone e i luoghi. L’obiettivo è costruire competenze reali e dare un ruolo concreto nella produzione del film.
Presenza sul territorio
Il gruppo di lavoro sarà presente a Gemona con incontri, riprese e attività con i giovani. Il sito e i canali digitali servono a informare e a facilitare il contatto. Il cuore del progetto resta l’incontro diretto con le persone.
Ogni fase del lavoro sarà comunicata con chiarezza, così chi partecipa può seguire lo sviluppo del film e delle attività collegate.
Etica del racconto
Le persone vengono prima delle immagini
La fiducia è alla base del progetto. Ogni storia viene trattata con tempi e modi comprensibili per chi partecipa. Quando emergono esperienze dolorose o delicate, si lavora con particolare attenzione.
La partecipazione è una scelta consapevole
Un primo incontro può avvenire senza riprese, in modo informale. Ogni persona può conoscere il progetto, fare domande e scegliere cosa condividere della propria esperienza. Prima di ogni ripresa o uso di materiali personali, si concordano le modalità di partecipazione e si raccolgono le autorizzazioni necessarie.
Per i minori sono previste procedure specifiche: consenso di chi ha la responsabilità genitoriale e modalità adatte all’età dei partecipanti.
Consenso informato
Prima di usare immagini, voci, fotografie, filmati o documenti privati, spieghiamo con chiarezza: per quale progetto vengono raccolti, come potranno essere usati, attraverso quali canali potranno circolare, chi cura la produzione e quali autorizzazioni servono. I documenti vengono spiegati con parole semplici e dirette.
Il montaggio come responsabilità
Ogni documentario seleziona, ordina e interpreta la realtà. Il montaggio ha il compito di restituire le persone nella loro complessità, rispettando il senso delle parole e delle immagini.
Gemona contiene voci ed esperienze diverse: generazioni, provenienze e sensibilità differenti. Cerchiamo racconti capaci di tenere insieme memoria, vita quotidiana e capacità di agire insieme — comprese le contraddizioni, che fanno parte della realtà e aiutano a capire meglio il territorio.
Archivi familiari e memoria contemporanea
Fotografie, filmini, lettere, registrazioni, diari e documenti privati possono aiutare a costruire una memoria collettiva più ricca.
Ogni materiale viene esaminato con attenzione: si verifica chi ne è proprietario, chi vi compare, i diritti coinvolti e come va conservato. I materiali originali restano ai proprietari, salvo accordi diversi. Quando serve, possono essere digitalizzati e restituiti.
Il progetto produce anche nuovi archivi: immagini, voci e testimonianze della Gemona di oggi, raccolte durante il percorso. Una selezione di questi materiali sarà messa a disposizione della Cineteca del Friuli, che valuterà se farli entrare nel proprio catalogo. Parte di ciò che viene documentato oggi potrà così diventare una risorsa per la ricerca e la conservazione futura.
Chi possiede fotografie, filmati o documenti può scriverci via email o WhatsApp. Insieme troviamo il modo più semplice e sicuro per visionarli.
Ciò che il progetto vuole lasciare
Il territorio è il luogo in cui il film nasce, ed è il luogo a cui il progetto vuole restituire valore: nuove competenze per i giovani coinvolti, materiali organizzati e conservati, occasioni di incontro, un archivio di volti e memorie.
Il film e il percorso che lo accompagna condividono lo stesso obiettivo: raccontare il territorio e creare nuove occasioni per viverlo insieme.
Contatti
Hai una storia da raccontare, un materiale da segnalarci o vuoi partecipare alla troupe?
Email:
info@daifasin.it
Scrivici per proporre un incontro, presentare una persona o chiedere informazioni sul progetto.